Apple, nuove accuse di concorrenza sleale da Tile e altre piccole aziende

Un gruppo di aziende tecnologiche ha richiesto un’udienza presso l’Antitrust degli Stati Uniti per parlare contro Apple, e della facilità con cui riesce a marginalizzare i “pesci piccoli” e a eliminarli dal mercato. Tra questi figura Tile, una società che vende dei piccoli accessori localizzabili attraverso diverse tipologie di comunicazione wireless. Questi tracker sono utili qualora si perda l’oggetto a cui essi sono attaccati, come il portafogli, le chiavi o lo smartphone.

Tile è stata in un certo senso partner di Apple per diverso tempo: i suoi tracker erano venduti sul sito e nei negozi ufficiali della Mela, e le due società avevano lavorato a stretto contatto per integrare l’assistente virtuale Siri nei prodotti. Poi, come abbiamo avuto modo di osservare seguendo le numerose indiscrezioni a riguardo, negli ultimi due anni Apple ha iniziato a sviluppare una propria versione del prodotto (nome provvisorio: AirTags), e per Tile le cose sono cambiate: i prodotti sono spariti da Apple.com e dall’Apple Store, per cominciare, e uno dei suoi sviluppatori si è licenziato per andare a lavorare proprio a Cupertino.

Dopo averci riflettuto a lungo e dopo aver cercato di parlarne con Apple per mesi attraverso i canali di comunicazione regolari, Tile ha deciso di continuare a sollevare la questione delle pratiche anticoncorrenziali di Apple.


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